Torno alle 2:30 a piedi. Passato Scalo San Lorenzo, casa non è distante, saranno 15 minuti, ma stanotte mi sembrano eterni, sarà che ho sbagliato lo stretching dopo la corsa.Mi strucco a grandi linee e svengo.
La sveglia è alle 6:30. Non ho ancora capito come sia possibile farcela.
Breve ispezione mentale: muscoli doloranti, tutti; occhi puliti; capelli in gran forma, il taglio nuovo è una bomba. Posso farcela, non fosse altro perché devo.
Esordio stagionale dei collant. Non la vivo benissimo. Tubino istituzionale, orecchini piccoli, contorno occhi a palate. I trucchi in borsa, un biscotto, acqua calda e limone. Continua a leggere

Giugno 1993. All’ultimo piano della scuola elementare “Carlo Collodi” di Pesaro i 24 allievi delle quinta stanno sostenendo il loro primo esame.
Il treno velocissimo ed economico che mi sta riconsegnando a Roma, non sa e non si cura di come mi ci senta, a bordo dei suoi vagoni amici. Non sa che in fondo gli sono grata di essere così poco costoso, per esempio.
Una cosa che mi lega tantissimo a Dirty Dancing è la colonna sonora. Quella con la copertina bianca, la scritta anni ottantissima in rosa shocking e la coppia di ballerini da un lato.
L’ultima CENADIAUGURI (tuttoattaccato) è finita alle 11 ma è anche stata bellissima e mi ha lasciato il tempo per fare dei bagagli a caso. Non ho idea di cosa ci abbia messo dentro, alla fine e, sicuro come la morte, morirò di freddo perché la differenza di clima con Roma è la prima cosa che mi sono dimenticata di casa. 

