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Party(re) ‘till I die
e così alla fine è arrivato Agosto. Con tutti quelli che “poi una sera ci si vede per una birretta, eh?!” EH. ad avercelo il tempo per una birretta. Continua a leggere
pomeriggio camillo
Ci sono cose che hanno l’effetto di una flebo di energia sulle mie stanche membra. Per esempio Bologna, le gite, i concerti con gli amici e i concerti degli amici.
Facile capire con quanto entusiasmo mi sia lanciata al seguito dei miei amati i Camillas (la i non è opzionale, gente, è fondamentale, è un tributo al beat italiano anni ’60!) per una gita infrasettimanale nella bella, aristocratica, sveglia e benpensante Bologna dei miei sogni.
La religione del furgone
Succede che a volte si sia molto fortunati e si viva la vita come un susseguirsi di insegnamenti. Qualsiasi cosa ti accada è una lezione. Continua a leggere
Stream of (a touched) consciousness
“Ma chi l’ha detto che in terza classe / che in terza classe si viaggia male?”
Il Principe e la sua Titanic sono la prima cosa che m’è venuta in mente. Che in fin dei conti è una canzone a suo modo pop, un pop ante litteram. Ma è fresca, allegra eppure basta il titolo a far capire quanto quell’allegria sia posticcia. C’è aria di festa alla partenza del Titanic, c’è lusso anche per i poveracci.
Can I tell U a few things, Mrs. Ciccone?
Il problema è che non ci conosciamo io e Madonna, se no un’uscita del genere non l’avrebbe fatta. Non che io la ami, ma visto che lei è Diva con la D placcata d’oro, dovrebbe capire alcune regole che qualsiasi Prima Donna non può permettersi di infrangere.
Innanzi tutto il look. Qui si sfondano porte aperte, lo so, ma sto remix di croci e leopardi, proprio da Lei che croci e leopardi li ha inventati… insomma, non c’era di meglio tesoro? Con tutto ‘sto revival anni ’60 tu potevi tirarmi fuori una PinUp davvero maiala o una Modette alle prime armi con le droghe sintetiche… mi ti ri-infili in una guaina di lattex? Come se volesse fare il verso a se stessa… alquanto grottesco.
Stream of Me #3
A voler essere proprio proprio sinceri, non è che me lo ricordassi. Ero lì che gironzolavo per le statistiche del blog e TAC! mi ritrovo questo post preistorico in cui ponevo la prima pietra di un certo progetto che poi non ho più voluto seguire.
Non vi era niente di eccezionale se non il verbo: scrivere. La cosa sorprendente è che ad oggi di cose eccezionali ce n’è un’infinità nella mia vita ma quel verbo lì continua ad essere il più importante di tutti. Insomma, alla fine, ci avevo comunque visto giusto, a celebrare quel momento.
Altri verbi nel mio presente? Ascoltare, recensire, intervistare,…
Sì, intervistare. Una cosa talmente divertente da sembrare finta. Non ci credete? Chiedete a Maria Antonietta quanto ci siamo divertite!
Maria Antonietta – Quanto eri bello
Si chiama Maria Antonietta, ha 24 anni, è mia concittadina. Ha fatto un primo disco pressochè autoprodotto tutto in inglese. Sulla copertina c’erano sante e madonne che neanche la Cattedrale di Assisi. Anche sulle sue braccia, a ben vedere. Adora Giovanna d’Arco.
A gennaio uscirà il prossimo disco, questa volta in italiano. La testolina rossa c’è sempre, la rabbia pure. Sangue, autolesionismo e unghie smangiucchiate in ogni dove. Le si vuole bene come alla sorellina ribelle. A breve la intervisterò anche. Intanto è uscito il video. Ed è già dipendenza.
Maria Antonietta – “Quanto eri bello from Rockit on Vimeo.
…in fondo noi due non ci conosciamo, allora perchè mai ti ho pensato tutto quanto, da sola qui a Milano, che nevicava forte, su Porta Ticinese?
Nobraino – Film Muto – Premio Tenco 2011
amore e odio troppo spesso convivono. io non li ho mai veramente odiati. mi infastidivano e continuano a farlo tutte quelle volte in cui fanno del circo e tradiscono quello che è il loro autentico animo di poeti rock e marcatamente bohemien. ogni volta che si piegano a scelte grossolane e a performance grottesche, perdendo di vista la qualità. ogni volta che K salta una strofa de I Signori della Corte. sostanzialmente non penso possa essere diversamente per chi li ha conosciuti quando suonavano in bettole fumose ad ingaggi un decimo più bassi, per platee risicate e distratte ma sempre, inesorabilmente rapite dalla poetica alchimia che sapevano creare.
non ho smesso di amarli quando suonano e cantano così: con reverenza per il tempio in cui si esibiscono, con rispetto per la platea e smisurata professionalità.
sanno ancora farmi tremare di brividi fin dentro le ossa, con gli occhi che brillano e il cuore che batte. per qualcosa di nuovo. finalmente.
Ironic
Che Jagged Little Pill sia un gran disco non lo dico solo io. Lo dicono una generazione di ragazzine in jeans e Dottor Marten’s, una smodata quantità di Smemoranda impiastricciate di citazioni e una infinità di dizionari Inglese – Italiano consumati al verbo to learn o alla ricerca di quel maledetto oughta. Lo dicono le oltre 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo.
Quello che rende questo disco eccezionale per me è il fatto che uscì nel 1995. Fu il mio primo cd. Anni dopo me lo rubarono e dovetti ricomperarlo, perchè l’averlo in mp3 non era affatto la stessa cosa. Nel 1995 avevo 12 anni e il diario dei Forever Friends, temo. Questo disco pose le fondamenta della donna che volevo diventare. Ci misi del tempo, del dolore e infinite ricadute nel mondo di Barbie solamente per capire questa cosa. Figuriamoci per attuarla! Periodicamente sono dovuta tornare a questo disco, come un ritorno alle origini, alla fonte primordiale del sapere.

