piatti spaiati #2
Accendo una sigaretta e bevo del vino, più o meno all’unisono. La mente che rotea vorticosa alla ricerca della risposta: perché?
Perché sono così arrabbiata, perché quell’uomo di là è riuscito a ferirmi così, perché parlare di piatti e lavatrici, perché parlare di matrimonio così spesso, perché infierire… perché?
Di là la musica si è alzata e le voci hanno ripreso a fluire: Katia o lui, chi varcherà la porta?
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Occasioni
Finisci la serata alle 5 del mattino, abbracciando il tuo amico che ti lascia al limite della zona pedonale di San Francesc, il borgo centrale di Formentera.
A scatola chiusa
Qualora fosse sfuggito a qualcuno, sono in Croazia e sono in barca a vela. Mi è capitata questa offerta tra capo e collo che ci io dovuto pensare un po’ prima di accettare, perché a dire di tutti la barca a vela con la compagnia sbagliata diventa una gabbia.
Ci ho messo un po’ ma alla fine ha prevalso la fiducia. Perché se c’è una cosa che questo agosto mi sta insegnando è che devo risolvermi ad aver fiducia.
Velista trallallà
Porto di Ancona, banchina 8
15 agosto 2014
Al crepuscolo, che saranno le 8.00.
“L’altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà.”
Mi ero dimenticata di quanto mi piacesse viaggiare, anche sola. Forse, soprattutto sola.
Mi piacciono i luoghi del viaggio: le persone che partono, l’umanità, con tutti i suoi colori e le sue parlate.
from disco to disco
Smettila,dai, non sono sola…
Come sarebbe che non sei sola? Con chi sei?
Con una persona
Una persona… vuoi dire un uomo?
Sì
E chi è questo?
il tarlo
“Io davvero non lo so come fai a vivere in una metropoli…”
Ecco, è successo di nuovo. Molto tempo e molti chilometri dopo, basta che uno mi s’infili nelle mutande e ‘sta domanda diventa kriptonite. Che poi è un classico, in fondo, che se lo lasci infilartisi nelle mutande è per destabilizzarti, o così speri.
Piccoli sismi emotivi cercasi. Continua a leggere
quella che non sono
stavo per caderci, davvero. ero lì, sul baratro dell’irreversibile, del rendermi qualcosa che non sono, del lasciarmi andare a qualcosa che non mi appartiene.
perché dal male che mi hai fatto non guarirò facilmente. perché le spine che mi hai fatto crescere non lo so come si tolgono. perché mi fai una rabbia che non sapevo di poter provare. Continua a leggere
P&M
ho imparato una cosa che mi porto dietro e che ha deciso quella che sono: la famiglia è divertente, deve esserlo.
perché quando scegli la persona con cui passerai il resto della tua vita sceglila perché ti fa ridere, perché non vedi l’ora di tornare da lei, perché non c’è niente di più bello del fare cose belle insieme.
scegli qualcuno del cui consiglio ti fidi, qualcuno della cui felicità ti senti un po’ responsabile ogni giorno.
scegli qualcuno che sia bello sorprendere, per cui valga la pena migliorarti. Continua a leggere
domenica, 2010, inverno
Che lo finirei, se avessi la forza di ricordare
“Si aggirava a piedi nudi per la casa vuota, come ogni domenica mattina. Si sentiva così adulta la domenica mattina. Un’illusione d’indipendenza che alla fine l’aveva assuefatta ben oltre il prevedibile.
A piedi nudi fino in cucina, che a voler essere proprio onesti la mattina se ne stava andando senza disturbare, scivolando nel pomeriggio grigiastro di gennaio.
Troppo breve il pomeriggio, in inverno, con quella luce bigia che sfuma già nella notte e non lascia alcuna possibilità ai deboli entusiasmi sopravvissuti alla serata. Continua a leggere
pedalare la vita

Io nella vita non son stata mai proprietaria di niente. Ho sempre dovuto chiedere prima e ringraziare poi. Per un lungo tratto di vita mi è pure andata bene così, il mio patto sociale ce l’avevo in casa. Poi tutto ha iniziato a diventare stretto o semplicemente io ho iniziato a crescere troppo, non saprei. Forse la seconda. Continua a leggere





