questa cosa qui

FBYC acusticolì dentro ero una delle poche a sapere a cosa stavamo andando incontro. questo non toglie che la sberla a mano aperta e in piena faccia abbia preso anche me. forse soprattutto me. a pensarli in acustico, i FBYC, si fa un po’ fatica. perché il rischio è che, tolto il macello, le spallate, il muro di suono tra il paranoico e il cruento, finisce che rimangono solo il disagio, le sfighe, i magoni a non finire e che non ci sia tutta quella roba là di incazzo, di “io ve lo tiro addosso e voi me lo ritirate” che fa sì che nessuno ai loro concerti si senta davvero sfigato.

ci si sente legittimati a sventrarsi di dolore. solo in una maniera molto maschia e pelosa. Continua a leggere

A scatola chiusa

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Qualora fosse sfuggito a qualcuno, sono in Croazia e sono in barca a vela. Mi è capitata questa offerta tra capo e collo che ci io dovuto pensare un po’ prima di accettare, perché a dire di tutti la barca a vela con la compagnia sbagliata diventa una gabbia.
Ci ho messo un po’ ma alla fine ha prevalso la fiducia. Perché se c’è una cosa che questo agosto mi sta insegnando è che devo risolvermi ad aver fiducia.

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il tarlo

“Io davvero non lo so come fai a vivere in una metropoli…”

Ecco, è successo di nuovo. Molto tempo e molti chilometri dopo, basta che uno mi s’infili nelle mutande e ‘sta domanda diventa kriptonite. Che poi è un classico, in fondo, che se lo lasci infilartisi nelle mutande è per destabilizzarti, o così speri.

Piccoli sismi emotivi cercasi. Continua a leggere

La radio nella testa

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Emergo dalla metro all’angolo in cui via Veneto e le sue ombre si infrangono nella luce di piazza Barberini. Giro l’angolo schivando qualche turista. Chiudo il libro con una certa nostalgia, il biglietto dell’autobus trevigiano va ad appoggiarsi in un punto che sembra casuale, tra questi paragrafi schizofrenici su e giù per l’ordine delle pagine.

Libro del cazzo. Continua a leggere

Sanctae Caeciliae

Oggi è il 22 novembre, Santa Cecilia. Sarebbe il mio onomastico. Non ho mai pensato granchè a cosa volesse dire festeggiare l’onomastico. Mi chiamo così nonostante la cacofonia con il cognome, semplicemente per lo sconfinato amore di mia mamma per la musicalità di questo nome. Musicalità appunto. Santa Cecilia è la patrona della musica, dei musicisti e dei cantanti. Continua a leggere

la sconfitta delle parole

Quando Linda torna a casa capita spesso che trovi Trix sul divano a leggere. Trix ha degli orari strani, sembra sempre che non lavori. Scuote un po’ la testa, la bocca atteggiata in un lieve ghigno, appena visibile.
– Che c’è che non va?
– Oh, ciao! Non ti ho sentita… Niente mi fa ridere un punto di vista tremendamente maschile, tutto qua.
– Fa sentire.

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#ROF2012 – il bilancio

Che il ROF fosse una rassegna eccellente lo si sapeva già, senza bisogno della qui presente Signorina Nessuno a dirvelo. La cosa non comune, visti i tempi in cui versiamo, è che una rassegna così di nicchia, se vogliamo elitaria riesca non solo a non subire cali, bensì ad aumentare le presenze dagli anni precendenti. Continua a leggere

#ROF2012

è partita la XXXIII edizione del Rossini Opera Festival, che tutti amorevolmente chiamiamo ROF.
Ora, per dirla con assoluto candore, io di Opera ne capisco assai poco, nonostante di Rossini sia concittadina. La mia città natale, che tanto disdegno, ospita un conservatorio, un teatro ed una fondazione dedicate al famoso compisitore, nonchè essersi distinta per diverse citazioni più o meno pop, non ultima la pizza rossini, che ora qui non mi soffermo a spiegare. (non ne vado matta, ma una ogni tanto, devo riconscerlo, mi piace!)

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