nell’inganno di un sorriso

Odio sorprendermi
e stare a un passo dal bisogno
di volere fare ancora un passo in più
sei schiuma sulle onde dei pensieri che si
affannano
sulle rocce calde di
quest’isola

comprerei da te…

ogni sorta di magia
ma se tu
vendi solo fuoco
brucerò sulla mia stessa cenere

E come anelli intorno al nulla
galleggiamo nell’inganno di un
sorriso
che ci schiaccia ma che non
c’incastra più
cerchi concentrici se vuoi
remavo contro ai tuoi
miracoli
gettavo ombre sui miei limiti
e non ho più…
più pensato ai sogni che ora

comprerei da te…

ogni sorta di magia
ma se tu
vendi solo fuoco
pagherò sulla mia stessa cenere

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l’anno che verrà

verrà un giorno in cui non mi toccheranno più certe meschinità.

verranno giorni in cui non mi sentirò accoltellata a morte dalle tue parole.

verrà il momento in cui non mi pentirò di aver mostrato le mie debolezze, persino a chi non sa capirle, perchè le avrò mostrate a me e sarà stato un passo verso la soluzione.

oggi no.

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vorrei solo…

vorrei solo capirci qualcosa.
è come una reincarnazione. ero una mina antiuomo e torno nei panni che ho e che conoscevo.
apro gli occhi intorpidita. prendo confidenza con quel che sono, che non lo ricordavo più. conto i superstiti.
puoi non crederci, ma è doloroso vedere che tu non ci sei.
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la notte fa il suo gioco e serve anche a quello

poi arriva quella fase della vita in cui pensi/speri/cerchi di essere o quantomeno sembrare adulta.

l’essere devastata interiormente non significa per forza di cose che tu non sia in grado di affrontare con semplicità e dimestichezza le molteplici possibilità della vita. non vuole per forza dire che tu non sappia cogliere le occasioni.

e poi, come dice la Plain, esistono autobus che si pensano sbagliati e poi si rivelano giusti, perchè ti portano nel paese dei balocchi.

ok, tutto vero.

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non è come sembra, ti posso spiegare…

ti svegli e come sempre voresti avere altre 2-3 ore di sonno. ti rassetti, ingolli caffè e yogurt ed esci impugnando la ricetta medica. tenti la combo: riuscire ad andare in farmacia e non fare tardi al lavoro.

piccola, tenera ingenua che sei! lo sai che le sole persone che vanno in farmcia prima delle 9 sono i pensionati. e sappiamo bene che i pensionati hanno tutto tranne che fretta!

lo sa bene anche il farmacista sexy che da più o meno 5 anni è il tuo pusher di prodotti omeopatici. se ne sta rintanato nel retrobottega mentre i due vecchini vengono serviti dalle rosee signore da bene che ha per colleghe.

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altrimenti detta

chi non ha mai avuto un alter ego?

il mio si chiama Arianna. esce di rado ma sa come divertirsi e godersi le mie amiche.

Arianna Angeli, 28 anni, avvocato da pochi mesi. sorridente, insicura, con il vizio del mojito e del gin tonic, la stronza! si ritrova rimorchiata da improbabili tizi privi di fascino e lei, velatamente annoiata, si divincola con improbabili dettagli della sua vita e sorrisi circostanziati e ben sfruttati.

esce con le amiche, che ormai la conoscono bene. si concede poche ma ben selezionate occasioni in cui divertirsi sfrenatamente a suon di danze e risate.

veste alla grande, fintamente consapevole di un fascino che racconta a sè stessa di avere. indossa tacchi che la rendono vertiginasamente alta e, haimè, instabile.

torna a casa, talvolta scortata da qualche amica magnanima. parcheggia e raramente ricorda dove. torna a casa furtiva, ondeggia dentro la sua camera, crolla sul cuscino, regalando alla federa la Sacra Sindone del suo sapiente tenace MakeUp.

apprezza il suo grande letto nella sua stanza piccola ogni volta che, mentre barcollante cerca di sfilarsi gli stivali, crolla, inevitabilmente, a gambe all’aria. si dissolve nella notte, non prima di essersi fagocitata dei crackers o del formaggio direttamente dal frigo.

il mattino dopo, però, quella con l’emicrania sono io!

il piano B funziona quasi sempre

non lo so se sono la sola ad avercela. ma ce l’ho. proprio quando la dò per scontata e credo che non serva a nulla, entra in azione e mi rende tutto più sopportabile. lo migliora.

è la Rete di Salvataggio. nell’immenso Circo che è la vita, ognuno di noi dovrebbe premurarsi di crearsene una. ricordo quando Nevrotique mi diceva di non fidarsi di nessuno… quanta tristezza che mi faceva!

ieri si è innescata, senza nemmeno troppo bisogno di richiederla. una specie di allarme silenzioso è giunto alle antenne delle mie amiche, spingendole sul mio profilo Facebook, sul mio numero di telefono…

e così ieri mi sono ritrovata fuori quando avevo detto che assolutamente non sarei uscita. oggi questo blog è stata una processione continua. entravano, leggevano preoccupate e correvano su Fb a postarmi qualcosa. qualsiasi cosa.

un inno alla fantasia che si è trasformato in un happening per le troppe tag, la Bella Addormentata che balla nel bosco con un avvenente sconosciuto (sempre alle altre ‘sti culi!), il testo di Pazzo di Mina, la mia tag in un angolino di una foto felicissima, le  mie amiche della Pina, il trailer del prossimo di Ashton Kutcher fino addirittura alla accattivante proposta di un concerto sudaticcio e liberatorio.

sono state grandi! per una lunga giornata non ho pensato a lui. ho soprasseduto a quella tag, che richiamava in sè tutto il dolore di sabato sera, del vederlo sornione, con il suo sorriso migliore, che chiacchierava in disparte con una che non sono io. una che non ha nulla a che vedere con me. una con cui ho chiuso ogni tipo di legame senza averlo mai rimpianto.

sono state meravigliose le mie amiche. vorrei che la home page di Facebook avesse le loro stesse antenne.

avrebbe evitato di mostrarmi ancora e senza pietà le foto dell’album in cui una miriade di miei amici erano stati taggati. la foto in cui lui posava abbracciato a lei. l’altra. avrei evitato di ricordarmi come mi faceva sentire. quanto lui sapesse suscitarmi il bisogno di DARE. e quanto lui tutto questo dare lo vivesse come un imporsi.

prospettive

gli ultimi anni hanno portato un bel numero di novità. sono cambiata a poco a poco, passando dalla copia in carta carbone de “la mia ragazza mena” al più banale esempio di donna in pseudo carriera, emancipata ma con il sogno della famiglia e del marito ideale. la tipica femmina post moderna che sa rompere le palle dalla mattina appena aperti gli occhi alla sera quando spegne la luce. una gran rompi, ecco.

in realtà sono umana e spesso me ne vergogno. tendo a voler sembrare bionica. è lì il problema. aspettative, programmazione, controllo, ritmi serrati,… scandisco la mia vita in modo tale da non poter uscire MAI dai binari. mantengo il controllo degli obiettivi, perchè sostanzialmente mi conosco e so che sono capace di prendere tangenti improponibili.

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struggimenti

è incredibile come riesca a trascurarmi anche la tua assenza. forse era più assurdo che a trascurarmi fosse la tua presenza. non lo so. so che poi torno sempre lì. e i fagiani non mi piacciono nemmeno al forno

pinguina

si ricomincia con i piedi a mollo, come una papera. a mollo in una vita che adoravo e che è crollata, pezzo per pezzo. e nel tentativo di ricostruirla ho gettato al macero 4 anni di un blog che mi conosceva come le sue tasche. come se fosse un estraneo ormai.

come un lavoro nuovo, un trasloco o nuovo amante ci vuole del tempo per rodarsi.

tutti a dirmi che ci vuole tempo. che il tempo saprà migliorare le cose. che le sfighe con il tempo virano in abitudine. io non lo so se è così, so di certo che alla lunga ci si abitua a tutto ma non significa che la merda puzzi di meno. ci si fa l’abitudine.

mi sono abiutata a tante cose. ho imparato a modellare me stessa alla realtà al punto da non riconoscermi più. sinceramente avrei evitato di doverlo rifare. è che invece, quando ci si convince che la Vita, quella per cui hai sputato fatica e lacrime, sia sulla strada giusta, quando pensi di avercela fatta,… è la Vita che ti guarda in faccia e ti dice: “non crederai sul serio di volere questo?!

sto imparando a non programmare nulla. nemmeno questo spazio di galleggiamento. avrà lo stesso significato dell’isola? chissà… intanto si parte e sotto il segno dello Scorpione: APPASSIONATAMENTE!

Ciao, sono Cioppy, pinguina con licenza di vivere. e vorrei provarci.