Adios lombrico

La verità è che mi sono messa a scrivere di un grappolo di donne molto più fighe di me.
Hanno coraggio, loro. 

Andrea mi aspetta in casa sua, nell’elegante appartamento monoporzione che ho imparato a conoscere. È appena tornato dal lavoro: le luci sono accese per metà e lui ha ancora addosso la camicia. Il colletto sbottonato, i polsi arrotolati. Il lieve rumore dello sciacquone che si ricarica: ha avuto il tempo di andare in bagno.

Vieni da me che ne parliamo con calma.
È un uomo di classe, ti offre un caffè, non ti molla mica così, al telefono. Con calma. C’è un’ironia spietata in questa frase. Come se fossi mai stata calma nella mia vita. Come se potessi restare calma mentre metto gli orecchini e corro a non perdere il tram. Come se, sul serio, io stia andando ad avere una conversazione in grado di calmarmi. Continua a leggere